La basilichetta funeraria ipogea sotto palazzo Delli Ponti

La basilichetta funeraria ipogea sotto palazzo Delli Ponti

 

Durante gli scavi all’interno di palazzo Delli Ponti in due ambienti accessibili da largo Gennarini sono stati individuati una cava, molto estesa, nonché la parte absidale di una chiesetta addossata alla parete rocciosa, della quale si conserva il cippo dell’altare (un rocchio di colonna riutilizzato),  tracce di pavimentazione e resti di affresco lungo il catino absidale e il braccio sud del transetto. L’intera struttura era stata distrutta intorno alla fine del XIII secolo, e riempita in modo omogeneo con sepolture sconvolte probabilmente provenienti dalla contigua area di cava. Tutto il complesso risulta essere stato distrutto e abbandonato perciò entro il XIV secolo, quando vennero costruite le case palaziate tardomedievali, e la dedicazione della chiesa resta sconosciuta, non potendo  essere identificata con nessuna di quelle citate nella Santa Visita di Mons. Lelio Brancaccio del 1577/78 .La chiesa conserva dunque un  abside circolare sia all’interno che all’esterno, con transetto largo circa 4 metri che prosegue nei muri perimetrali, dei quali si conserva parte del lato settentrionale, incidente sul salto di quota.

L’abside mostra avere avuto almeno due fasi, la seconda delle quali ha obliterato, con l’allungamento della muratura, gli affreschi. Tutta la zoccolatura inferiore dell’abside è intonacata in bianco, con residue bande rossicce di difficile interpretazione. Il braccio destro del transetto, posto a sud dell’altare, reca invece una decorazione figurativa policroma nella quale si intravedono le parti inferiori di abiti e di paramenti sacri riccamente decorati con perlinature. I colori usati sono il giallo, il rosso, il nero con lumeggiature in bianco. Tale decorazione, pur di difficile lettura, sembra rientrare  in una serie di affreschi rappresentanti vescovi o santi, che compare usualmente negli affreschi, rupestri e non, tra X e XIII secolo. Nell’abside si è inoltre conservato il cippo dell’altare, un rocchio di colonna in calcarenite anch’essa intonacata, ed una solea intorno e davanti all’altare, già alterata, nell’ultima fase di uso della chiesa, da numerose fosse per le sepolture. Un’altra tomba, inoltre, è presente a ridosso del transetto meridionale. Da una spaccatura nella roccia alle spalle dell’abside è stato rinvenuto un porta lucerna in bronzo, praticamente integro e privo solo di uno dei tre piedini, ora conservato presso la Soprintendenza archeologica. Si tratta di un oggetto estremamente raro databile entro il XIII secolo. Alcune perlustrazioni, a dire il vero piuttosto avventurose, negli edifici sottostanti hanno permesso di verificare l’esistenza di ipogei funerari con tracce di arcosoli scavati nel salto di quota e l’insistere delle fondazioni della chiesa sugli stessi. Si conferma dunque la centralità del complesso funerario romano/paleocristiano di palazzo delli Ponti, la cui estensione topografica sembra prendere almeno tutta la fascia del salto di quota fra via Di Mezzo ad est di via Nuova. La presenza di una chiesetta sopra l’area degli ipogei che, per quanto forse fossero abbandonati (almeno questo è il caso dell’unico ipogeo attualmente scavato), certamente non erano sconosciuti alla popolazione, ci fa presupporre l’esistenza di un luogo di culto collegato alle leggende sulla evangelizzazione della città. Chiesa e ipogei attendono, al momento, la continuazione delle ricerche e un’adeguata valorizzazione. (Silvia De Vitis).

Strutture e tracce di arcosoli a ridosso di Vico Confessa

Nobilissima Taranto
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