Ipogeo di palazzo Spartera

L’Ipogeo di palazzo Spartera

 

E’ fra i più imponenti con i suoi circa 800 mq. Che si dipanano in più livelli fin verso il mare e che un tempo dovette essere collegato con gli ambienti che residuano al di sotto del bastione Carducci. E’ forse anche il più complesso ed articolato per quanto attiene al suo utilizzo. Un ambiente tutto ancora da studiare e da definire. Durante l’esplorazione abbiamo avuto conferma di quanto peraltro già diversi anni orsono aveva sostenuto Nicola Cippone ovvero che una parte degli ambienti sono da individuare nei resti della famosa chiesa di Santa Maria del Porto che erroneamente il Brancaccio ubicava nel pittaggio Ponte. Ma c’è di più, e questa potrebbe essere un’altra straordinaria novità; un’altra scoperta di quali e quanti utilizzi gli ambienti ipogei hanno avuto nel corso dei secoli. La presenza di una fornace, di ambienti e cunicoli piastrellati, di condotte per la canalizzazione delle acque potrebbe portarci finanche ad ipotizzare, considerando che siamo in un’area prospiciente il molo sant’Eligio ove erano allocate le strutture portuali di età medievale, l’utilizzo degli ambienti quali luoghi per la conservazione e la trasformazione del pesce. Intanto l’ambiente ipogeo, messo in sicurezza, valorizzato e reso fruibile potrebbe divenire un elemento centrale nel percorso degli ipogei di Città Vecchia.

Nobilissima Taranto
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