Ipogeo di palazzo Delli Ponti

L’Ipogeo di palazzo delli Ponti

 

Nell’ipogeo del palazzo sul salto di quota sono stati rinvenuti un tratto delle mura greche di quinto secolo a.C. e un’importante necropoli ipogea paleocristiana databile al quinto secolo d.C.

E’ stato portato alla luce un ambiente funerario con pianta subrettangolare, con ingresso a Nord, articolato in dieci tombe ad arcosolio poste lungo le pareti e otto tombe a fossa ricavate nel piano roccioso. Il sito, spoliato assai precocemente, intorno al sesto/settimo secolo d.C., fu abbandonato a causa dei continui crolli della volta rocciosa, rinvenuti in posizione di caduta.

Gli arcosoli, tutti già visitati in antico ed in parte distrutti, dovevano essere rifiniti con intonaco dipinto, che si è conservato solo in alcuni casi, ed avevano la tomba a cassa ricavata dallo stesso banco tufaceo. Le tombe a fossa, invece, presentano una pianta rettangolare e le sezioni trapezoidali. Non hanno un orientamento fisso, e sono disposte a gruppi di tre, in cui ad una tomba ne corrispondono altre due perpendicolari. Le sepolture comprendono in genere più di un individuo, sino ad un massimo di quattro, posti supini, con le braccia lungo i fianchi e le mani sul bacino.

Con la struttura paleocristiana convive un lacerto delle mura greche del quinto sec. a.C.,  spoliato forse in concomitanza con l’impianto dell’ ipogeo, orientato Est-Ovest, con una piattaforma quadrangolare con riempimento ad emplekton che doveva costituire la fondazione di un avancorpo. Tale struttura fortificata doveva essere completata dalle mura che correvano in alto sul salto di quota e trova forse un elemento di simmetria sul culmine del banco di roccia, come possono far supporre alcuni  blocchi trovati in posizione di caduta, visibili alla destra dell’ipogeo.

Il sito ha poi rivelato una frequentazione sporadica intorno al quattordicesimo secolo, che è poi stata intaccata dai lavori per la sottomurazione del banco per la realizzazione di Palazzo delli Ponti tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. La presenza di tombe nell’area dell’ex acropoli greca rende certa l’esclusione di tale area dal pomerio della città romana. Le sepolture hanno inoltre  rivelato l’uso del rituale del refrigerium, e dunque la fede cristiana delle persone ivi sepolte. La presenza dell’ipogeo paleocristiano conferma l’ipotesi secondo cui la fascia del salto di quota roccioso su Mare Piccolo sia stata organizzata in area funeraria in epoca romana imperiale, forse già dal secondo secolo d.C., e certamente nel Tardo Antico. Intorno all’undicesimo secolo in corrispondenza degli ipogei viene edificata una piccola chiesetta della quale è stata rinvenuta la parte absidale. Si conferma dunque la centralità del complesso funerario romano/paleocristiano di palazzo delli Ponti, la cui estensione topografica sembra prendere almeno tutta la fascia del salto di quota fra via Di Mezzo ad est di via Nuova. La presenza di una chiesetta sopra l’area degli ipogei che, per quanto forse fossero abbandonati (almeno questo è il caso dell’unico ipogeo attualmente scavato), certamente non erano sconosciuti alla popolazione, ci fa presupporre l’esistenza di un luogo di culto collegato alle leggende sulla evangelizzazione della città e in particolare a quella sulla presenza di San Marco e di San Pietro.

(Silvia De Vitis)

 

Nobilissima Taranto
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