Ipogeo di palazzo Arco Paisiello

L’ipogeo di Palazzo Arco Paisiello

 

All’attento osservatore che entra nell’immobile non può di certo passare inosservato il particolare che i vani si sviluppano essenzialmente lungo i due livelli dell’ambiente ipogeo ed in linea epigea, in assenza di ambienti posti al livello del piano terra. E’ questa una delle più emblematiche manifestazioni dell’edificazione degli immobili nobiliari del Borgo Antico realizzati sfruttando appieno le preesistenze di età medievale. Ed in questo caso ci troviamo sicuramente di fronte ad una preesistenza estremamente articolata che già in antico ha subito più interventi di reimpostazione degli ambienti come testimoniano la numerosa sequenza di archi, archetti, ambienti voltati a botte in carparo, nonché la presenza dei resti di un antico frantoio e di un pozzo. Questi ambienti d’altronde dovevano essere quelli che sicuramente, stando alle scarne fonti storiche dovevano scandire questa parte del territorio, chiamata via delle Fogge, ricca appunto di depositi di granaglia, prima dell’avvento massivo delle famiglie nobiliari a partire dalla fine del Seicento. Dunque un immobile che ha una straordinaria valenza storica per la esatta lettura urbanistica ed edilizia di questa parte del territorio urbano. Il secondo livello ipogeo, quello nel quale ancora più chiaramente è possibile, esaminando i tagli di cava, l’impianto originario di epoca medievale, termina con accesso diretto a mare.

Nobilissima Taranto
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