Ipogeo bastione Carducci

Le difese militari e il bastione Carducci

 

Due anni dopo la battaglia di Lepanto, nel 1573, Marcantonio Colonna, Visitatore delle Piazze del regno napoletano, accompagnato dal consulente tecnico Tiburzio Spannocchi, esperto in difese militari, visitò le città di Otranto, Brindisi e Taranto e indicò il piano delle fortificazioni che avrebbero reso la città di Taranto praticamente imprendibile. Il progetto, che per il suo eccessivo costo non fu accolto, potè, in ogni caso venire in parte realizzato. Innanzitutto si allargò il “fosso” perché fosse reso navigabile; in seguito si pensò di “rabberciare le opere esistenti e collegarle tra loro in un unico complesso militare” (Speziale). I lavori iniziati nel 1577 proseguiti sotto la guida dell’ingegnere della regia corte Alessandro Zuccaretti durarono vent’anni e modificarono la fisionomia della città. In conseguenza di questi lavori, la difesa della città si potenziò. Lungo il perimetro dell’isola furono rafforzati i punti strategici rappresentati dal Castello, la Porta di Lecce, il torrione Materdei, quello del Vasto, la Torrenova, il baluardo di San Nicola, la Cittadella, il bastione Alarcon, la torre della Catena, il bastione del Porto, il bastione Carducci, la batteria dell’Episcopio, il bastione Marrese. Grazie a queste difese Taranto riuscirà ad avere ragione delle invasioni corsare. Il bastione Carducci venne demolito nel 1925 anche se dell’originario impianto residuano ancora alcuni ambienti fra i quali uno in particolare molto ampio e voltato a botte che venne sistemato come teatro durante il periodo di occupazione in città da parte degli inglesi. In realtà la lettura attenta dei rapporti murari all’interno della struttura cinquecentesca, fa ipotizzare una datazione fra il XIII ed il XIV secolo e la loro pertinenza a opere di fortificazione precedente e di contenimento della costa rocciosa, poi rinforzata dalla colmata e dalle opere murarie successive. In pratica un’elevata varietà di strutture murarie che si appoggiano a strutture più antiche e al banco roccioso.

Nobilissima Taranto
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