Il frantoio di via Cava 94

L’ambiente rupestre di via Cava 94

 

Lungo il tracciato di via Cava sottoposto a via San Martino si trovano alcuni interessanti ambienti rupestri. Uno di questi, accessibile al numero civico 94 mostra tracce di una serie di utilizzi antichi risalenti almeno al Medioevo.

Il sito si mostra certamente modificato in tempi recenti, e le murature sono state riprese, reintegrate e rifinite nel corso dei lavori di recupero del lotto CIPE  a fine anni Ottanta. Sempre a questi anni risale la pavimentazione in opera attualmente.

Le pareti mostrano un’integrazione fra banco calcarenitico e muratura. In particolare, vi sono tre archi ribassati quasi architravati tompagnati da blocchi in tufo bianco che possono far pensare a delle nicchie per presse olearie o a dei passaggi verso gli altri ipogei. Probabilmente, nella lunga esistenza del luogo, sono stati entrambe le cose. Ai lati di una di queste aperture vi è una nicchia da lucerna tipica degli ambienti rupestri e ve ne è un’altra simile in corrispondenza dell’antico accesso alla grotta. L’impianto quindi è certamente medievale.

Di grande interesse sono alcune cavità sul soffitto, interamente cavato nella roccia. Alcune sembrano effettivamente gli incassi superiori delle viti senza fine tipici dei frantoi della Puglia medievale e moderna, un altro molto grande, rifinito con molta cura, sembra essere un lucernario risalente ad un’epoca precedente la edificazione delle case soprastanti.

La presenza di un ambiente a vocazione produttiva conferma la centralità del tracciato di via Cava nella struttura urbanistica della Taranto bizantina e normanna.

(Silvia De Vitis – Nello De Gregorio)

Nobilissima Taranto
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